Boom dei mutui, ma il merito è ancora delle surroghe
Gli ultimi dati forniti dall’Associazione bancaria italiana confermano che nei primi sette mesi dell’anno (il report messo a disposizione negli ultimi giorni si riferisce alla fine del mese di luglio) le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili hanno fatto registrare un incremento annuo dell’82,2%: un vero e proprio boom di concessioni finanziarie che sembra essere determinato principalmente dalla continua affluenza di domande legate alle surroghe.
Infatti, precisa ancora il dossier curato dall’ABI, l’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari al 27,7%, confermando uno zoccolo duro che non solo è ben duro a cedere il passo alle reali nuove erogazioni, quanto – soprattutto – a perdere quote di “mercato” rispetto alle nuove concessioni.
In tal proposito, l’ABI ha anche colto l’occasione per poter sottolineare come tra i principali incentivi alla richiesta di mutui siano da annoverare sia la conferma di bassi tassi di interesse – che portano a far crescere anche le richieste di mutui a tasso fisso, e non solamente quelli a tasso variabile parametrato all’Euribor o al BCE. Ne è facile dimostrazione il fatto che ad agosto, sul totale delle nuove erogazioni di mutui, circa i due terzi siano mutui a tasso di interesse fisso.
In altre parole, sono sempre di più le persone che – approfittando di questo periodo di bassi tassi di interesse, probabilmente irripetibili (o quasi) – scelgono di congelare l’importo delle rate del mutuo mediante la selezione di un tasso di interesse fisso, che possa dunque garantire la stabilità delle rate del piano di ammortamento fino a naturale o anticipata estinzione del rapporto.
Per quanto concerne le durate, rimane confermata la tendenza ad allungare tendenzialmente il programma di rimborso nel lungo termine, al fine di spalmare il debito su un maggior numero di rate, e abbassare il controvalore singolo.

